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Gender Bender

Festival/Eventi
Luogo
Il Cassero LGBTI+ Center
Bologna (BO)
Quando
Dal 09/09/2022 al 22/09/2022
Genere
Multidisciplinare

Gender Bender –

 Dal 9 al 22 settembre un programma di sessanta appuntamenti, con 20 spettacoli di danza e 18 proiezioni cinematografiche. Artisti e opere in arrivo da 25 Paesi.
 


DANZA
 

Nel 2022 Gender Bender, il festival che intercetta e decifra le evoluzioni con cui mutano gli immaginari legati all’identità, al genere e agli orientamenti sessuali festeggia la sua ventesima edizione, a Bologna dal 9 al 22 settembre.

Il festival, creato e diretto da Daniele Del Pozzo, in co-direzione con Mauro Meneghelli, è prodotto dal Cassero LGBTI+ Center di Bologna, la storica associazione no profit che da sempre investe parte delle proprie risorse nel progetto. A tali risorse si aggiungono quelle degli enti pubblici - Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, MIC, Unione Europea e degli sponsor privati.

L’edizione 2022 di Gender Bender si articola in 14 giornate di programmazione, 60 appuntamenti, 9 prime nazionali, 20 spettacoli di danza, 18 titoli cinematografici, 5 party, 4 progetti in rete e molto altro ancora. In arrivo opere e artisti da Australia, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Israele, Italia, Macao, Madagascar, Malesia, Paesi Bassi, Romania, Singapore, Slovenia, Spagna, Svezia, Taiwan, Ucraina, Ungheria, USA, Venezuela. 

In programma alcuni appuntamenti imperdibili con la danza nazionale e internazionale.

Torna a Gender Bender il coreografo belga Jan Martens con la prima nazionale di Elisabeth gets her way un poliedrico ritratto danzato della clavicembalista polacca Elisabeth Chojnacka. Un solo che spazia tra stili e generi diversi seguendo il ritmo delle partiture musicali interpretate da Chojnacka nel corso della sua carriera. Altra prima nazionale per il coreografo israeliano Michael Getman, che presenta Am I, un solo creato appositamente per la straordinaria performer cinquantaquattrenne Talia Paz, che porta in scena le trasformazioni dell’età che avanza, nel corpo e nella mente, con straordinaria ironia e in costante tensione tra consapevolezza e volontà di superamento dei propri limiti. Prima volta al festival, invece, per la coreografa francese di origini malgasce Soa Ratsifandrihana, per anni solista della compagnia Rosas di Anne Teresa de Keersmaeker per la quale è stata interprete anche dell’assolo Fase, acclamato come “Migliore Spettacolo di danza del 2019” dal New York Times. Ratsifandrihana presenta al festival il suo Groove, spettacolo in cui l’energia evocativa della musica guida i movimenti della performer in un solo capace di generare senso di condivisione e prossimità tra artista e pubblico. Prima nazionale anche per We are present, lo spettacolo del coreografo italiano, ma di casa in Danimarca, Fabio Liberti. Una performance-evento che avvicina il pubblico al processo artistico che si cela dietro una creazione coreografica dando la possibilità di parteciparvi attivamente.
Altro appuntamento da non perdere è quello con Alcune coreografie, il lavoro del coreografo e VideoMaker Jacopo Jenna, che mette la danzatrice Ramona Caia in dialogo con un flusso costante e variegato di frammenti video provenienti dalla storia della danza e della performance, dal cinema e da internet. In programma al festival anche My body, lo spettacolo di Stefania Tansini vincitore di DNAppunti Coreografici 2020: un intimo ed evocativo tentativo di connessione con l’altro da sé, in cui il lato vulnerabile dell’individuo viene esposto e offerto con generosità, e Jump, il lavoro di Opera Bianco (Marta Bichisao e Vincenzo Schino), che mette in scena quattro performer di diverse età e differenti fisicità, impegnati in azioni farsesche incentrate sulla figura del clown e sul rapporto tra salto e caduta, stabilità e disequilibrio. Grande attesa, poi, per O samba do crioulo doido, lo spettacolo creato dal coreografo brasiliano Luiz de Abreu e che lui stesso ha portato in scena per oltre un decennio. Poi, divenuto non vedente, de Abreu ha trasmesso la coreografia al giovane danzatore Calixto Neto, protagonista di questo nuovo allestimento. Il lavoro di Luiz de Abreu è un atto radicale di attraversamento e decostruzione degli stereotipi legati al corpo nero.
In programma anche Wannaplay, la sessione di improvvisazione di danza e musica elettronica con le 14 coreografe e i coreografi, provenienti da sette Paesi diversi, del progetto europeo Performing Gender - Dancing In Your Shoes.
Si intitola invece I Versi delle mani il lavoro congiunto della coreografa Marta Bellu, dell’interprete Lucia Lucioli e della musicista Agnese Banti, che indaga la gestualità nella danza, mentre Attivare lo sguardo è la prova aperta del progetto Crisol, con Roberta Racis, Fabio Novembrini, Jereh Leung, Albert Garcia, January Low, che riflette e problematizza il concetto di Male Gaze, secondo cui le estetiche di pittura, televisione, cinema e pubblicità sono spesso filtrate da uno sguardo maschile demiurgico e oggettificante.

La danza è presente anche nella SEZIONE CINEMA con Overtour, il documentario di Andrea Zanoli che racconta il percorso di ricerca artistica decennale della coreografa Silvia Gribaudi con le donne over 60, in tutta Italia e nella SEZIONE INCONTRI con due appuntamenti, entrambi animati dalla studiosa Flavia Dalila D’Amico e dal coreografo Aristide Rontini. Nel primo, il tema è quello dei ruoli che occupano sul palco i corpi delle persone con disabilità, partendo dall’analisi del libro Lost in Translation, in cui l’autrice, la stessa D’amico, ricostruisce la storia dell’incontro tra le disabilità e lo spettacolo dal vivo. Nel secondo si parla di Corpi disabilitati e arti performative con Al.Di.Qua Artists, acronimo di ALternative DIsability QUAlity Artists, la prima associazione italiana di e per persone con disabilità che lavorano nel campo artistico, che ha l’obiettivo di ribadire l’autonomia e i diritti di artiste e artisti con disabilità, per trasformare il modo con cui queste sono mostrate nei media principali e nell’immaginario collettivo.

 



Contatti

Infoline: 051 0957221

Sito web: www.genderbender.it

Email: n.d.