Vorrei precisare che ritengo scorretto o comunque inutile scrivere una vera e propria recensione sul lavoro di un’istituzione formativa, a meno che la stessa non si presenti esplicitamente al pubblico come una compagnia giovanile. Nel caso specifico si tratta a tutti gli effetti di un saggio e come tale deve essere valutato: uno scivolone o un' imprecisione tecnica a parte ferire l'orgoglio di chi ne è vittima è assolutamente giustificabile, trattandosi del percorso di crescita di giovani studenti. Giustificabile sì, personabile non sempre: si tratta comunque di un esame, sia dei ragazzi che della scuola che li forma.
Nel complesso la serata è stata molto gradevole e i pezzi presentati si sono rivelati davvero interessanti. Il programma proponeva un trittico:
Il primo pezzo, Symphony in A AND, con la coreografia di Riccardo Graziano su musiche di Franz Joseph Haydn, ha visto come interpreti gli studenti del corso di diploma accademico di primo livello. Personalmente non è stata la coreografia che ho preferito all'interno della serata, ma è stato comunque molto emozionante vedere un numero così elevato di ragazze e ragazzi esibirsi contemporaneamente su un palcoscenico, specialmente in un pezzo di danza classica pura. Oggi, assistere a scene con un organico così ampio – che di fatto corrisponde a quello che dovrebbe essere il normale organico di un corpo di ballo – è diventata un’impresa ardua, almeno nel nostro Paese. È stato quindi un grande piacere vedere una massa coreutica così numerosa muoversi insieme, evocando l'impatto visivo di una vera fondazione o istituzione lirico-sinfonica.
Il secondo pezzo in programma, Brani da Kinderszenen, è una celebre coreografia creata da John Neumeier nel 1974 sulla splendida partitura dell'Opera 15 di Robert Schumann, eseguita dal vivo dalla pianista Chiara Ricci. Si tratta di una creazione sicuramente di grandissimo pregio, caratterizzata da un'atmosfera profondamente romantica e forse un po' nostalgica. Attraverso queste scene d'infanzia, e più in generale di vita, assistiamo a un susseguirsi di incontri che ci lasciano un insegnamento prezioso: nonostante tutte le persone che incroceremo lungo il nostro cammino, l'aspetto fondamentale resta l'imparare a stare bene con noi stessi, poiché, alla fin fine, siamo noi le uniche persone che non ci abbandoneranno mai.
L'ultimo balletto presentato è stato Ballet in Offensive, una rielaborazione creata appositamente da Mauro Bigonzetti per gli studenti dell'Accademia Nazionale di Danza. Personalmente è stato il pezzo che ho preferito in assoluto: una proposta veramente toccante, in cui si percepiva chiaramente quanto i ragazzi si divertissero nel danzarla. Quando i ballerini sono i primi sul palco a godere di ciò che fanno, questa energia arriva inevitabilmente a chi siede in platea. A coronare il tutto ha contribuito la musica di Gioachino Rossini, forse la più ironica e briosa di tutto il repertorio classico, che ha scandito una serie di quadri capaci di toccare profondamente il cuore dello spettatore.
L'unica perplessità riguarda lo stile. Trattandosi di una serata dedicata alla danza classica non mi sarei mai aspettata di trovare un pezzo di questo genere bellissimo sì ma di danza contemporanea. Quindi bellissima coreografia ma fuori tema.
In conclusione è stata una bellissima serata. Complimenti davvero all'Accademia Nazionale di Danza per questa splendida iniziativa.