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Torna Cendrillon di Thierry Malandain

Passi di Memoria
Quando
05/07/2019
Genere
Passi di Memoria
Ritorna in Italia la Cenerentola del Malandain Ballet Biarritz. Sarà in scena al Ponchielli di Cremona il 13 di aprile e concluderà poi la stagione di danza dell’Alighieri di Ravenna il 16 e il 17. 
Cendrillon, firmata Thierry Malandain, è stata creata all’Opéra di Versailles nel 2013 e contemporaneamente al suo debutto è uscito il libro omonimo che ne svela e illustra il percorso creativo.  Ottenendo subito un successo unanime di pubblico e critica, nel 2014 procura a Thierry Malandain il premio come miglior coreografo al Taglioni-European Ballet Award. Lo spettacolo mantiene vivo l’interesse degli spettatori con un allestimento concepito senza cambi di scene e artifici. Pur restando fedele alla drammaturgia del racconto di Perrault e allo spartito di Prokofiev, il coreografo francese ci illustra il suo personale e originale approccio al tema dell’amore poetico tra la sfortunata fanciulla e il principe e del riscatto ottenuto attraverso ostacoli e sventure. Della fiaba Malandain ci racconta in modo semplice e geniale la nascita e la realizzazione di un sogno d’amore attraverso l’emarginazione, la speranza, il dubbio, la sofferenza. Uno sfondo bianco sulla scena sulla quale sono esposte, come in una vetrina ma in modo ordinato e regolare, scarpine nere con tacco a spillo. En travesti come nella tradizione, tre giovani danzatori con la testa completamente rasata, forti nella muscolatura, quasi a ricordare soldati della Gestapo, nelle parti della matrigna e le sorellastre. 
Il ruolo della prima è reso ancora più temibile dall’uso delle stampelle, che anziché ostacolarla, le permettono passi acrobatici, rendendola quasi un essere super dotato. 
Le sorellastre sembrano essere la perfetta copia della madre, somiglianti come gemelle, abbigliate in stile dopoguerra con gonna nera e maglia bianca aderente, che ne mette in risalto la mascolinità. 
I topolini incarnati in giovani esseri denudati, in calzamaglie color carne, sembrano spogli da ogni peccato. Più incarnata nel tradizionale ruolo sembrerebbe la fata, una giovane e bionda danzatrice in abito chiaro, di taglio semplice, sembra vegliare sulla giovane Cenerentola accompagnandola fino al ballo. L’arrivo al ballo è semplice e geniale: Cenerentola è all’interno di un cerchio, una sorta di hula-hop gigante a sostituire la carrozza, che viene spinto fino al centro dello sfondo scenico dalla fata permettendo ad una sognante Cenerentola di arrivare alla sala del grande ballo. 
Cinderella è interpretata dalla giapponese Miyuki Kanei entrata nella compagnia nel 2006  a soli 21 anni. Giovanissimi e di diversa nazionalità sono pure tutti gli altri componenti del Malandain Ballet Biarritz: Daniel Vizcayo, Ione Miren Aguirre, Raphaël Canet, Mickaël Conte, Ellyce Daniele, Frederik Deberdt, Romain Di Fazio, Baptiste Fisson, Clara Forgues, Michaël Garcia, Jacob Hernandez Martin, Irma Hoffren, Mathilde Labé, Hugo Layer, Claire Lonchampt, Fábio Lopez, Nuria López Cortés, Arnaud Mahouy, Patricia Velazquez, Laurine Viel, Lucia You González.

Prima di Prokofiev 
La più famosa fiaba di Charles Perrault ha subito nel corso dei secoli numerose trasposizioni teatrali in drammi, opere liriche, balletti ecc.. Rossini e Massenet ne hanno fatto celebri opere musicali. Trasposta anche in prosa nel 1942 da Massimo Bontempelli per il Maggio musicale fiorentino. Numerose le azioni coreografiche che hanno preceduto quella più famosa su libretto di Volkov per la musica di Prokofiev. A partire dal primo Ottocento la storia di Cendrillon, (titolo originale datole da Perrault), Cinderella in Inghilterra, Aschenbrödel in Germania, Soljuschka in Russia, ha sempre attratto l’attenzione dei coreografi per la sua facile adattabilità alle forme danzate e pantomimiche. Prima ancora di Prokofiev, nel 1813 il grande danzatore Louis Antoin Duport presentò una sua Cenerentola a Vienna. Nel 1822  a Londra il coreografo Albert Francois-Ferdinand Decombe ne ideò una per il King’s Theatre. In Russia fu allestita per la prima volta a Mosca nel 1871 da Wenzel Reisinger e successivamente nel 1893 i tre grandi, Petipa, Cecchetti e Ivanov, si misero insieme per comporne una tutta nuova pietroburghese per il Teatro Marijinkij su musiche del barone Boris Fitinghof-Schell. 
Ne seguirono poi altre versioni: a Berlino nel 1901 quella di E. Graeb su musica di Strauss;  A Vienna nel  1908 quella di Andrè Howard su musica di Weber e quella di Mikhail Fokine su musica di Frederic Erlanger rappresentata per la prima volta dai Ballet Russe il 9 luglio 1938 al Covent Garden di Londra. 
La Cenerentola per antonomasia 
Cenerentola è forse il balletto più importante di Prokofiev. Gli venne commissionato dal teatro Kirov di Leningrado poco dopo il successo della prima di Romeo e Giulietta (Kirov, 10 gennaio 1940) subendo a causa della guerra una lunga e travagliata gestazione. Il compositore iniziò a comporla nel 1941,  in quel periodo stava lavorando pure a Guerra e Pace, ma venne presto interrotto. Era il 22 giugno del 1941 quando nella sua casa di campagna, mentre lavorava al secondo atto del balletto, apprese la notizia dell’invasione della Russia da parte delle truppe tedesche. Cenerentola fu ultimata dopo quattro anni per essere messa in scena per la prima volta il 21 novembre del 1945 al Teatro Bolscioi di Mosca con le coreografie di Rostislav Zakharov e le scene e i costumi di Pjotr V.Viljams. Nella parte di Cenerentola Galina Ulanova, il principe Mikhail Gabovich, la parte della fata d’autunno interpretata dall’allora giovanissima Maja Plisetzkaja. Prokofiev, reduce dal trionfo in gennaio della sua Quinta sinfonia, non poté seguire personalmente le prove a causa dei postumi di una commozione cerebrale a seguito di una grave caduta. La sua Cenerentola fu comunque un grande successo ripetutosi anche cinque mesi più tardi quando il balletto fu rappresentato al Kirov. Il successo musicale fu dovuto sicuramente alla fusione della classicità con lo stile tipico del compositore russo. La sua Cenerentola, infatti, pur restando fedele alla tradizione si distingueva per la grande varietà ritmica ottenuta grazie ad una orchestra estremamente ampia nel numero e nella varietà degli strumenti impiegati. Prokofiev la compose secondo la tradizione del balletto classico, con pas de deux, adagi, gavotte e valzer. Includendo anche una pavana, un passepied, una bourrèe, una mazurka e un galop. La musica porta con se tre temi: la Cenerentola maltrattata, la Cenerentola casta, pura e sognatrice, la Cenerentola innamorata e raggiante di felicità. 
Prokofiev in modo esemplare riesce, attraverso la musica, a dipingere i vari personaggi dando corpo in musica ai sentimenti degli stessi.

Cenerentola perde la scarpetta a Hollywood
Nel corso della sua lunga esistenza la Cenerentola di Prokofiev ha subito numerosi trattamenti, alcuni fedeli alla fiaba e alla stesura librettistica di Volkov, altri meno tradizionali come ad esempio la Cenerentola ideata nel 1985 per il Lyon Opera Ballet dalla coreografa Maguy Marin che ci riporta indietro nell’infanzia in un modo fantastico e onirico fatto di bambole paffute che si muovono come automi sulla scena. 
Molto originale ma esule da propositi dissacranti è la Cenerentola di Rudolf Nureyev creata nel 1986 per l’Opèra di Parigi con le scene di Pétrica Jonesco e i costumi di Hanae Mori, e ripresa successivamente nel 1991 dal corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli.
Nureyev sposta luogo e carattere dell’azione in un mondo reale ma fascinoso, quello cinematografico di Hollywood degli anni 30 ritagliandosi per se il ruolo di grande magnate del cinema. Il balletto muove dal fermento che si scatena intorno a un’audizione per un film musicale alla quale si preparano le sorellastre mentre la giovane e bella Cenerentola (la splendida Sylvie Guillem) subisce umiliazioni e viene relegata ai doveri di casa. Irrompe nella casa un anziano produttore in incognito (Rudolf Nureyev) che chiede aiuto a seguito di un incidente. Sarà Cenerentola a soccorrerlo e lui non esiterà a portarla via con se e a farne una diva del cinema. Nascerà anche un amore tra la ragazza e il giovane divo, primo attore del film in preparazione (Charle Jude). La storia d’amore prosegue tornando ad aderire a un copione tratto da Perrault con tanto di smarrimento di scarpina… Lo scoccare della mezzanotte nella grande scena del ballo è affidata a un gigantesco orologio le cui ore sono rappresentate da danzatori in carne ed ossa. Lo spettacolo di oltre tre ore, tutto costruito su una partitura musicale unitaria, a piena lunghezza, con le sue arie, i suoi recitativi e il suo leit-motiv, porta con se riferimenti più o meno espliciti ai fratelli Lumière, a Chaplin, al Cappello a Cilindro e a King Kong. Due danzatrici interpretano con bravura comica il ruolo delle sorellastre mentre unico ruolo en travesti è quello della madre interpretato da Georges Piletta.
Fabiola Pasqualitto