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Shchelkunchik, la fiaba natalizia di Čajkovskij e Petipa

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03/12/2019
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A dicembre ricordiamo la prima rappresentazione del balletto natalizio per eccellenza: Lo Schiaccianoci. 

Lo Schiaccianoci è la favola tardo-romantica per eccellenza che trae dal mondo reale e non più dai mondi evanescenti delle silfidi o villi. Il mondo fantastico ora appartiene ad una bambina borghese che nel sogno incontra il suo principe con il quale intraprende un viaggio in un mondo fantastico che non è quello dell’amore, ancora troppo piccina per quello, ma dei dolciumi. 

La prima dello Schiaccianoci, ballet féerie in due atti e tre scene, fu al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo il 18 dicembre 1892. Dopo il successo de La Bella addormenta Čajkovskij e Petipa si ritrovarono di nuovo a collaborare grazie anche al Principe Vsevolozskij, allora sovraintendente dei Teatri Imperiali, che propose come soggetto Nussknacker und Mäusekönig (Schiaccianoci e re dei topi) di ETA Hoffmann che aveva letto nella versione ridotta di Alexsandre Dumas padre. Čajkovskij conosceva già il soggetto ma non ne era molto entusiasta, lo riteneva poco adatto alla scena, fu, infatti, Petipa a convincerlo a lavorarci su elaborandone un libretto un po’ diverso dalla fiaba originale. Per l’occasione il compositore decise di introdurre alcuni strumenti per bambini come la trombetta, il tamburo, i piattini, cucù, sonagli e richiami per uccelli, inserì poi anche dei piccoli tamburi da far suonare ai personaggi in scena, ma la novità assoluta in tema strumentale fu l’introduzione della celesta di Mustel. Čajkovskij aveva visto lo strumento a Parigi l’anno prima e volle assolutamente introdurlo nell’organico strumentale inserendolo in alcuni passaggi del secondo atto associandolo al personaggio della Fata Confetto (Passo a Due e Apoteosi). Lo strumento venne utilizzato anche nella suite, il poema sinfonico contemporaneo del balletto che venne eseguito in forma di concerto come anteprima della prossima realizzazione.
Per la durata di circa venti minuti la suite utilizzava la stessa orchestrazione del balletto e fu diretta personalmente da Čajkovskij a San Pietroburgo il 7 marzo 1982 con enorme successo. I lavori di coreografia affidati a Petipa passarono in corso d’opera a Lev Ivanov, Petipa era solito assentarsi per malattia e a Ivanov che era il suo assistente gravava spesso il compito di completare i lavori. Per la prima il ruolo della protagonista Clara (o Maša diminutivo per i russi di Maria) fu affidata a una bambina della scuola mentre la Fata Confetto fu interpretata da Antonietta Dell’ Era che pur essendo tecnicamente molto preparata non rese molto a livello espressivo tanto che lo stesso Čajkovskij gli attribuì la scarsa resa del secondo atto. In realtà fu la numerosa presenza di bambini in scena, allievi della scuola di ballo, a creare un certo disequilibrio ma di questo non si accorse lo zar Alessandro III che invece rimase colpito dall’opera che elogiò con critiche molto positive. Passarono alcuni anni prima che i teatri d’Occidente avessero in cartellone Lo Schiaccianoci.
La prima europea avvenne solo nel 1934 a Londra firmata Nikolaj Sergeev, quattro anni dopo in Italia alla Scala di Milano. 

 

 
 
Fabiola Pasqualitto