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La pandemia ha sconvolto l’equilibrio, il caos va riorganizzato-Il pensiero di Francesco Ventriglia

La Mail
Quando
12/05/2020
Genere
La Mail
da  LA MAIL N.14

 “La pandemia ha sconvolto l’equilibrio, il caos va riorganizzato”

 Il pensiero di Francesco Ventriglia


 "La Mail" è il nome della nuova e breve rubrica pensata da Monica Ratti Massimo Zannola dove piu coreografi verranno raggiunti da una email in cui si chiede di esprimere un pensiero, una riflessione dettata dai sentimenti (rabbia, dolore, gioia, felicità, paura e....)

Ogni coreografo dovrà esprimere un pensiero sentito, quanto più spontaneo possibile.
Saranno protagonisti coreografi italiani a rappresentanza di diverse generazioni, generi (teatrale, televisivo) e i coreografi italiani all’estero.
  
   
La quattordicesima  email è stata inviata da Monica Ratti  a Francesco Ventriglia.



 “La pandemia ha sconvolto l’equilibrio, il caos va riorganizzato”

Osservare senza percepire il limite del tempo è un’azione che ha un valore inestimabile. 
Aggiungere poi ad un tempo sospeso in cui appunto si osserva, anche un tempo in cui si torna a riflettere, studiare, comprendere, sembra quasi un regalo più che una quarantena. 
Pensavo qualche giorno fa che, vivere un periodo di isolamento in momento storico come il nostro è una fortuna. 
Abbiamo la tecnologia, i progressi fatti negli ultimi decenni ci consentono oggi di poter fruire di un patrimonio senza fine di testi, libri, saggi, video, musica di qualunque genere e di qualunque provenienza. 
Grandi artisti del passato, scrittori, coreografi, cantanti, registi a cui ispirarsi per essere pronti a costruire un futuro consapevole e magari più ricco di sapere. 
Avremmo potuto tutti  attingere in questo periodo, a questa  fonte di conoscenza preziosa nella quale nessuna domanda resta senza risposta, il web. 
E invece…. quello che ho avuto modo di osservare, purtroppo è stato un triste appiattimento verso il basso di tutte le professionalità e le esperienze. 
Si è generata, proprio sul web, una corsa al  collegamento, alla diretta, all’esposizione di un ego smisurato, che ha posto chiunque in qualunque posto.
Un caos, una confusione, un’offerta che a volte ha addirittura superato la richiesta. 
Nessuno si è posto un  limite, soprattutto quello  della competenza. 
Il facile accesso alla comunicazione dalla propria cucina o salotto ha scritto una nuova legge nel mondo dell’arte , “tutti possono fare tutto”.
Un pensiero comune, pericoloso si è propagato “se lo fa lui lo posso fare anche io”. 
Qualcuno ha detto che, per essere bisogna essere stati. 
Io credo fortemente che questo sia vero. 
Le competenze si acquisiscono con le esperienze, con i piccoli passi, con gli errori, con i maestri, con la costruzione di un sapere fatto di azioni compiute e azioni osservate da chi è già in possesso di quella competenza.
Ho avuto modo in questo tempo sospeso che stiamo vivendo, di assistere ad un capovolgimento dei mestieri. 
Chiunque si è arrogato il diritto all’insegnamento, si è posto in cattedra, si è sentito di poter “dare” o “aiutare” .
Si è scavallata la linea dell’attesa per poter occupare una certa posizione nella piramide del mondo del lavoro, generando a mio avviso una perdita di valore delle professionalità di settore. 
Un danzatore può e deve restare in forma studiando ogni giorno, avendo un Maestro che possa seguirlo e aiutarlo. 
Come si dice, di necessita virtù e dunque deve farlo  in qualunque luogo e con qualunque mezzo, ma deve essere chiaro che non è quello il luogo a cui la sua disciplina appartiene e soprattutto che i Maestri non si scelgono come fossimo al supermercato dallo scaffale più in basso, quello più a portata di mano. 
Il mondo della danza italiana, già ahimè in sofferenza da anni, ha bisogno di fare sistema e lottare affinché  vengano  riconosciuti  dignità e diritti e questo forse sarebbe il momento giusto per fermare i motori e sedersi ad un tavolo per riscrivere le regole. 
Un momento in cui fare davvero sistema, unirsi e scrivere una nuova carta dei  diritti e dei doveri per  lo spettacolo dal vivo. 
Le scuole e gli artisti  italiani hanno bisogno che le Scuole e le Compagnie di Ballo del Paese, negli anni  massacrate senza alcun rispetto e dignità da politici ignoranti e ciechi, vengano ripristinate. 
Questo momento storico ci ha dimostrato quanto, proprio in un Paese come l’Italia in cui la  cultura ancora ci fa camminare a testa alta nel mondo, non ci sia alcun rispetto e tutela del patrimonio di arte e dei  mestieri che all’arte sono collegati. 
Parliamo di posti di lavoro concreti, di economia e di famiglie che attraverso le arti e gli indotti che ad essa sono connessi, vivono e producono. 
Mi auguro, che presto il mondo possa tornare all’ordine e che tutte le professionalità vengano ripristinate secondo il limite sacro della competenza. 
Mi auguro che il  settore dello spettacolo dal vivo italiano possa rifiorire, che questo possa essere un rinascimento delle arti e delle coscienze. 
Che le scuole vengano normate e poi tutelate. 
Che i Corpi di Ballo chiusi vengano riaperti , con nuove regole che riflettano il tempo in cui viviamo e che possano poi essere la casa di tutte le nostre preziose maestranze e dei nostri artisti, che ogni anno  formiamo nelle Scuole e Accademie e che poi partono per le grandi  Compagnie  di Ballo all’estero a fare grandi carriere, come danzatori, coreografi, direttori o maestri, invece di restare nel proprio Paese ad  onorare e tramandare la nostra tradizione.  
Che i Teatri possano tornare presto  a svolgere la loro funzione sociale di  “casa per la gente” , per il pubblico che ha bisogno di ritrovare la bellezza e l’equilibrio. 
Quale luogo migliore del Teatro per questo?
Che l’arte tutta possa essere riconosciuta dal Governo e dai governanti come una custode del patrimonio di bellezza nazionale. 
Io a quel tavolo sono pronto a sedermi. Voi? 

Francesco

Grazie a Francesco Ventriglia per il suo pensiero e per chi non conoscesse ancora la sua brillante carriera può leggere le righe che seguono.

Francesco è entrato a far parte della compagnia di danza della Scala nel 1997, debuttando come solista in In The Middle di William Forsythe, Somewhat Elevated alla Scala nel 1998. Nel 1999 è stato scelto come Bronze Idol di Natalia Makarov nella sua produzione di La Bayadère.
Ha ballato numerosi ruoli da solista con la compagnia, tra cui quella del Toreador in Carmen e Quasimodo di Roland Petit in Notre Dame de Paris, opere di Balanchine, Ailey, Neumeier, Cranko, Preljocaj, Godani, Kylián e Béjart. A livello internazionale, le sue interpretazioni con La Scala includono Hilarion al Metropolitan Opera di New York e Covent Garden, al fianco di Sylvie Guillem.
Francesco ha iniziato la sua carriera di ballerino alla Scala, avendo creato un repertorio diverso per la Scuola di ballo della Scala. Ha prodotto La Lotta per Roberto Bolle (Curia del Senato romano nel Foro Imperiale), il Concerto di Capodanno (La Fenice, Venezia, in seguito trasmesso in televisione), e Il mito della fenice (Teatro Smeraldo, Milano).
Nell’ottobre 2010 Ventriglia è stato nominato direttore di MaggioDanza a Firenze.
Nel 2014 ha creato la serata Fortuna con Lucem per Anna Antonickeva e Andrey Merkuriev (Principal del Teatro Bolshoi).
Francesco è stato nominato direttore artistico del Royal New Zealand Ballet nel novembre 2014.
Nel 2015 ha diretto il Royal New Zealand Ballet in un tour internazionale (Regno Unito e Italia). Inoltre, ha aumentato il repertorio della compagnia, introducendo coreografie mai realizzate prima per il pubblico neozelandese, come Andonis Foniadakis, Alexander Ekman e Roland Petit
Nel 2016 ha creato una versione più recente della sua opera Wizard of Oz, in tournée in tutta la Nuova Zelanda. Ideato originariamente per MaggioDanza, non fu mai eseguito dopo che il teatro fu chiuso a causa di problemi strutturali. La produzione rinnovata, progettata da Gianluca Falaschi, è stata in tournée in Nuova Zelanda ed è stata vista da oltre 38.000 persone nella sua prima stagione. Ben accolto dal pubblico e dalla critica, la produzione è considerata una delle produzioni di maggior successo create per il Royal New Zealand Ballet.
Francesco Ventriglia è stato invitato come giudice alla Genée International Ballet Competition 2016, insieme ad altri giudici David McAllister dell’Australian Ballet e Kevin O’Hare del Royal Ballet.
Il mandato di Ventriglia come direttore artistico del Royal New Zealand Ballet si è concluso nel giugno 2017, tuttavia ha continuato il suo rapporto artistico con la compagnia, creando un nuovo balletto completo, Romeo e Giulietta da esibirsi a livello nazionale. Progettato dal vincitore del triplo premio Oscar James Acheson, la produzione è stata un successo critico e al box office. Testata come la sua “lettera d’amore in Nuova Zelanda”, la produzione fu salutata come una produzione “splendida e trionfante”.
Nel 2018 Francesco Ventriglia fu nominato Adjunto a la dirección artística del Ballet Nacional Sodre, Uruguay, insieme al direttore artistico Igor Yebra.
(ph: Ross Brown )
Massimo Zannola