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Excelsior il cult-ballet di fine ottocento

Passi di Memoria
Quando
04/01/2019
Genere
Passi di Memoria

Italianissima collezione di buoni sentimenti e aspirazioni patriottiche e progressiste!
Un soggetto semplice, educativo e positivo narrato in 11 quadri coreografici di grande effetto qui in sequenza intitolati: L’oscurantismo; La Luce; Il primo battello a vapore; I prodigi dell’invenzione; Il genio dell’elettricismo; Effetti dell’elettricità; Il Simun; Il canale di Suez; L’ultima mina; Oscurantismo, Luce e Gloria; Civiltà, Progresso, Concordia.



La Storia

“Vidi il monumento innalzato a Torino in gloria del portentoso traforo del Cenisio ed immaginai la presente composizione coreografica. È la titanica lotta sostenuta dal Progresso contro il Regresso ch’io presento all’intelligente pubblico milanese; è la grandezza della Civiltà che vince, abbatte, distrugge, pel bene dei popoli, l’antico potere dell’Oscurantismo che li teneva nelle tenebre del servaggio e dell’ignominia. Partendo dall’epoca dell’Inquisizione di Spagna arrivo al traforo del Cenisio, mostrando le scoperte portentose, le opre gigantesche del nostro secolo. Ecco il mio Excelsior che sottopongo al giudizio di questo colto pubblico”.

Sono queste le parole del grande coreografo e librettista Luigi Manzotti riportate sul libretto della prima rappresentazione di Excelsior, azione coreografica, storica, allegorica in 6 parti e 11 quadri che debuttò al teatro alla Scala l’11 gennaio 1881, qualche mese prima dell’inaugurazione dell’Esposizione Nazionale.

 Mosso dall’intento di riportare sulle scene teatrali italiane la magnificenza degli spettacoli settecenteschi, Manzotti compose L’Excelsior, un “Grande Ballo” destinato a diventare il pezzo più invidiato all’estero del repertorio ballettistico italiano.

Presentandosi come uno sfarzoso kolossal, congeniale ai gusti dell’epoca, l’Excelsior divenne presto un successo senza precedenti: 103 repliche nello stesso anno, 330 nel corso dei successivi trent’anni senza contare i memorabili trionfi esteri.  Due anni dopo la prima, il gran ballo tutto italiano inaugurò l’Eden Théatre a Parigi e nel 1885 andò in scena all’Her Majesty’ s Theatre di Londra. Fu uno straordinario evento teatrale che replicò anche oltreoceano e in Russia dove spopolavano i balletti non meno imponenti di Petipa.

 

Il ballo più in alto di tutti

…Excelsior! L’espressione latina fu di certo il titolo adeguato a quello che diventò il ballo italiano di tutti i tempi. Ma quali furono i motivi della riuscita di un’opera così corale (contò più di 500 comparse), in un momento in cui il balletto italiano vantava prestigio prestigio per la formazione di eccelsi danzatori più che per i coreografi?

Era, infatti, l’Italia dei virtuosi come Enrico Cecchetti, Pierina Legnani, Carolina Rosati, Virginia Zucchi che contribuivano all’estero a mantenere la tradizione del balletto romantico; tradizione che in Italia, forse perchè giunto troppo tardi, non era riuscita ad attecchire.

La collaborazione riuscita di tre artisti ineccepibili: Manzotti- Marenco- Edel da vita ad uno spettacolo faraonico senza precedenti. A cominciare dal tema allegorico e fantastico: il trionfo della Luce e della Civiltà sull’Oscurantismo che Manzotti tratta senza ricorrere alle tanto sfruttate divinità olimpiche, suddividendo l’azione in undici quadri faraonici in cui una folla di danzatori e di mimi sostituiscono il consueto corpo di ballo. Come per le fastosissime scenografie dove si potevano ammirare cammelli, elefanti e cavalli, Edel impiegò altrettanta ricerca per i costumi; l’artista allora venticinquenne lavorò a circa 600 bozzetti. Mentre Marenco, già collaboratore di Manzotti nel ballo Sieba (1878) sfogò tutto il suo estro in brani orecchiabili e scherzosi come la celebre mazurka Sulle rive del Weser tutt’oggi conosciuta. Il pubblico confrontò l’Excelsior con i colossi russi di Petipa- Tchaikovsky: Il Lago dei cigni, Lo schiaccianoci e La bella addormentata ma mentre questi miravano ad esaltare la danza accademica, l’Excelsior puntava sulla magnificenza delle scene e dei costumi rinverdendo la tradizione degli spettacoli barocchi portatrice di una tradizione scenografica italiana senza rivali.

 

L’Excelsior ex novo di Crivelli-Dell’Ara

Una nuova edizione dell’Excelsior nasce nel 1967 da Crivelli, Dell’Ara, Coltellacci alla Scala di Milano. Il regista Filippo Crivelli e il coreografo Ugo Dell’Ara reinventano un Excelsior  che per alcuni aspetti sembrerebbe allontanarsi dagli schemi depositati dal Manzotti ma che in realtà mantiene intatto l’estro del “ballo grande” manzottiano e lo spirito italiano dell’Epoca. Alleggerita l’orchestrazione, ridotto l’organico delle comparse, eliminati gli orpelli scenografici, le originali scene pantomimiche lasciano spazio a scene narrative più vicine al teatro. Il prologo che Manzotti lasciò al suo pubblico per iscritto sul libretto, diventa una voce fuori campo che introduce all’opera. I personaggi sono portatori di una danza più gestuale e drammatica come ad esempio i movimenti e le posture dell’Oscurantismo interpretato da un danzatore-mimo in calzamaglia nera su cui è disegnato uno scheletro così da evidenziare ancora di più una postura chiusa e sottomessa prossima alla morte indice di una inevitabile sconfitta nella lotta contro la Luce. Le protagoniste femminili della Luce e della Civiltà riassumono rispettivamente l’esaltazione celeste e la libertà dalla schiavitù attraverso movimenti leggiadri che sfociano in ripetuti port de bras con braccia allungate sempre verso l’alto nella prima e con pas ballottè, piroettes e garguillade per la seconda di cui memorabile rimane il pas de deux con lo schiavo in perizoma durante il quale la figura di lei, in penché dietro di lui, gli si getta con il viso e le braccia sul torace. Scintillanti risultano poi le danze corali come la danza del Risorgimento in cui ammiriamo un galoppo dei Geni o il galop dei sedici fattorini del telegrafo in realtà ballerine in punta che sventolano telegrammi. La danza indiana caratterizzata dall’accompagnamento di un tamburo in presenza di piccoli danzatori riuniti in cerchio e quella egizia la cui attrattiva risiede nelle trentacinque seducenti ballerine e dodici ballerini; infine la fantastica allegoria delle Nazioni in cui si possono ammirare trionfanti bandiere sventolate in piqués arabesque. Numerosi danzatori eseguono schieramenti in file, cerchi, catene di corpi e movimenti corali all’unisono creando una sorta di architettura umana già presente in Manzotti e che ebbe senza dubbio ripercussioni sul cinema hollywoodiano che strabiliò poco più tardi con caleidoscopiche creazioni coreografiche e giochi d’acqua.

 

L’Excelsior del 2015

Dall’11 al 25 luglio al Teatro alla Scala di Milano andrà in scena “Excelsior” di Ugo Dell’Ara diretto da David Coleman. Una faraonica produzione tutta scaligera con il Corpo di ballo e l’Orchestra e la partecipazione degli allievi della Scuola di Ballo dell’ Accademia Teatro alla Scala. La regia, di Filippo Trivelli, poggia sulla revisione musicale della partitura originale di Marenco a cura di Fiorenzo Carpi e Bruno Nicolai, le scene e i costumi portano la firma del grande Giulio Coltellacci. Le luci di Marco Filibeck. Artisti ospiti: la prima ballerina del Mariinsky Ballet Alina Somova e Federico Bonelli primo ballerino del Royal Ballet di Londra che potremo ammirare nelle serate dell’11, 13 e 15 luglio.  Fabiola Pasqualitto