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A Jacopo Godani il premio del Festival della Danza di Belgrado - di Angela Testa

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30/10/2020
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A Jacopo Godani il premio del Festival della Danza di Belgrado

Gli italiani Godani, Gribaudi e Zappalà a breve sulla scena serba





(di Angela Testa - per Dance&Culture )


Nemo propheta in patria!
Da tempo c’è un italiano che gira per l’Europa mietendo successi, osannato all’estero, poco ricordato in patria. E’ Jacopo Godani, il direttore della Dresden Frankfurt Dance Company.
Nei giorni in cui il nostro coreografo viene premiato con il prestigioso riconoscimento del Festival della Danza di Belgrado, conferito negli anni precedenti a Jiri Kilian, Dimitris Papajoanu, Sharon Eyal e Marie Shuinar, in Italia Venezia chiama a dirigere la Biennale Danza un artista inglese, Wayne McGregor.
Nulla da eccepire sulla professionalità del coreografo britannico, che ha tutte le carte in regola per ricoprire l’ambito ruolo, ma dispiace assistere così spesso alle italiche propensioni esterofile che condannano molti dei nostri valenti professionisti ad un oblio che si perpetra colpevolmente esclusivamente al di qua delle Alpi.
 
Il 'Premio Jovan Ćirilov - un passo in avanti’, intitolato all’esperto di teatro, filosofo e scrittore serbo, è stato consegnato all’artista dall’ex Ministro del Lavoro Zoran Djordjevic presso il Museo Nazionale di Belgrado il 29 ottobre 2020.
 
Jacopo Godani, che sulla stampa serba è descritto come “noto al pubblico come uno dei più straordinari autori europei di danza contemporanea”, è stato premiato come miglior coreografo dell’anno 2019.
Nella motivazione della giuria si legge che la scrittura di Godani è resa speciale da “un alto livello di perfezione estetica e dinamiche virtuosistiche”. “Godani è un coreografo che scolpisce le frasi teatrali più complesse, i bei tratti, in forme brillanti e inarrestabili. Perfeziona ogni passo del danzatore fino ai limiti estremi del corpo, sviluppando un’allusione sofisticata alla geometria della danza classica, inserendo quest’allusione in un quadro mentale moderno. Il suo senso del tempo sul palco è preciso e il suo senso della bellezza è sorprendente. Con intensità fisica, ricca di azione e precisione, praticamente matematica, nel suo lavoro Godani rivela l’essenza dell’identità della Compagnia da lui creata. Tralasciando la superficie ed enfatizzando la magistrale conoscenza della tecnica, Godani offre allo spettatore un’esperienza autentica, un evento, nel vero senso del termine, che non potrà essere dimenticato”.

“Sono grato per questo meraviglioso premio.” ha dichiarato Godani, “Sono onorato di far parte di questa famiglia culturale e felice di partecipare al Festival di Belgrado. Andiamo avanti e ci vedremo presto sul palco! Attendiamo tutti con impazienza la performance [n.d.a. ‘Alter Ego’ e ‘Al di Là’] della Dresden Frankfurt Dance Company presso il Sava Center di Belgrado il 22 dicembre! Ringrazio anche la Serbia per il sostegno ed il calore con cui mi accoglie sempre!” E ha aggiunto, scherzando, che per questo motivo pensa di richiedere il passaporto serbo.
 
Aja Jung, la direttrice e creatrice del Festival, che lo ha condotto alla sua attuale diciassettesima edizione con grande capacità imprenditoriale ed artistica ed una tenacia non comune, ha dichiarato, infatti, che proprio la tenacia sembra, oggi, l’unico strumento in grado di portarci fuori da questa grave situazione: “ La responsabilità è grande, perché non dobbiamo permettere che la pausa diventi più lunga dello spettacolo. … Il 17° Festival della Danza di Belgrado è stato interrotto prima del suo inizio a marzo, ma sta ancora andando in scena, sotto forma di maratona. Sappiamo già che questa sarà l’edizione più lunga, forse più importante delle altre, perché mostra il nostro atteggiamento verso artisti, partner e colleghi”. Ha aggiunto, inoltre, con una critica non certo velata nei confronti delle istituzioni, che la scelta per la consegna del Premio è caduta su un Ministro, in quanto affezionato frequentatore del Festival ed assiduo spettatore della Dresden Frankfurt Dance Company, e cioè l’ex Ministro del Lavoro Zoran Djordjevic, e non il Ministro della Cultura: “ In effetti, negli ultimi quattro anni, non abbiamo visto quasi nessun altro politico delle istituzioni culturali…” Evidentemente, il disinteresse istituzionale verso la Cultura, in particolare verso il settore della Danza, è generalizzato… tutto il mondo è paese!
 
Il Festival proseguirà da novembre, Covid permettendo, ed il 9 è prevista in programma la Compagnia della nostra Silvia Gribaudi con la performance ‘Graces’ che si terrà presso il Madlenianum di Zemun.
 
Per la 18a edizione il programma offre, come sempre, grandi nomi come Akram Khan, Magi Maren, Adi Boutros, Frank Chartier, Giulier Botelj ed Hofesh Shechter e, tra questi, anche il nostro Roberto Zappalà il 25 marzo 2021 con ‘A. semu tutti devoti tutti’.

Il Festival sopravvive, dunque, al Covid dando sostegno e riconoscimento al lavoro di tanti grandi artisti.
Aja, grazie per avermi offerto questa opportunità. Credo in te e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per noi” ha detto Godani tra gli applausi degli ospiti, tra i quali i rappresentanti del corpo diplomatico.
Alla fine possiamo solo immaginare l’artista circondato da suo pubblico in un bagno di folla pre-Covid, dal quale si lascia gioiosamente attorniare, come spesso accade alla fine dei suoi spettacoli. Un’immagine colma di speranza per la Danza e la Cultura in generale. 
Ma questa splendida immagine potrà ripetersi ancora in Italia? E Jacopo Godani potrà riuscire ad esprimere liberamente la sua intuizione artistica in un luogo italico degno della sua misura?
La caparbia speranza di poter titolare, in un giorno non troppo lontano, “Godani propheta in patria!”, cancellerà ‘Nemo’ per sempre!
 
                                       



(Foto 1: Aja Jung e Jacopo Godani       Foto 2:Ministro Zoran Djordjevic e Jacopo Godani                                                                                                             



Angela Testa